Gerocarne

L'origine toponomastica del paese di Gerocarne (Riuracàrne in calabrese, Jerakàri, Γερακάροι in greco bizantino) secondo il Barrio (storico del 500) deriva da "Sacra Carne", secondo il tedesco Rohlfs dal nome greco "Jerocaris" mentre il certosino padre Elia Catalani sostiene che il significato "Luogo di querce".

In breve

Gerocarne è un piccolo borgo che fa parte della valle del Mesima di origine bizantina. Il nome Gerocarne deriva dal greco "Jerocaris". Esso è un comune della provincia di Vibo Valentia, composto dalle frazioni di Ciano, Sant'Angelo e Ariola. Ha un territorio di 44,93 kmq e si trova sull'altezza a livello del mare di 241 metri. Con il passare del tempo si è a mano a mano spopolato, fino a raggiungere il numero di 1923 abitanti che vengono chiamati Gerocarnesi. Il territorio è ricco di uliveti e di campi coltivati con la presenza di vigneti. Inoltre sono presenti una cava di "Caolino" utilizzata per la produzione di ceramiche e delle cave di argilla, da cui viene estratta appunto l'argilla per la produzione di vasi di terracotta.

Storia

Gerocarne, sorse come villaggio di Arena detto anche Jerocarne. Seguì le vicende di Arena, rimanendo nel dominio dei Concubleth, dall’epoca normanna fino al 1678: passato in quell’anno agli Acquaviva di Aragona. Nel 1694 a 5 agosto Gio. Girolamo Acquaviva vendè lo stato di Arena, coi Casali Acquaro, Dasà ecc. ed era presente anche Gerocarne. L’ordinamento amministrativo dei Francesi del 1811 ne faceva frazioni: Pronia, Potami, Miglianò e li includeva nel circondario di Soriano Calabro. Il successivo riordino borbonico del 1816 gli attribuì la frazione di Sant’Angelo.
Nel 1840 una pioggia caduta ininterrottamente fece molti danni, infatti molti raccontarono che le piene del fiume Morano avevano portato via anche persone e minacciato la Chiesa di San Sebastiano.
Fonti dell’economia di Gerocarne sono state: agricoltura, con produzione di grano, ulive e frutta; pastorizia, con allevamento di ovini e suini in imprese a carattere familiare; la produzione di carbone, la concia delle pelli e la lavorazione delle argille. 
Nel 1950, il fenomeno migratorio si andò trasformando in ricerca costante di lavoro nell’Italia del nord , nei paesi dell’Europa Occidentale, nell’America del nord e nella lontana Australia
Oggi Gerocarne è diventata un’attrazione turistica sia per le sue bellezze paesaggistiche ma soprattutto per l’arte dei maestri vasai ancora rimasti in vita.

Come Arrivare

Cosa Vedere

Luoghi da visitare

CHIESA DI S. MARIA DE LATINIS E SAN SEBASTIANO

La prima chiesa eretta a Gerocarne, di fondazione medievale, denominata Arcipretura già nel 1300, fu intitolata a Santa Maria. L'attuale Chiesa sorge sul luogo di quella di S. Sebastiano rifatta negli anni 1813 - 1815.

CHIESETTA DI SAN ROCCO

Una chiesa di modeste dimensioni composta da un'unica navata, ubicata tra gli ulivi e le antiche fontane con acqua direttamente proveniente dalle sorgenti di alta montagna. I Gerocarnesi tengono molto a questo luogo essendo molto devoti a San Rocco.

PIETRA DELLE ARMI

Sita nel bosco Morano attraversato dal torrente omonimo. Gli anziani gerocarnesi raccontavano che avevano sentito dai loro avi, che quella pietra racchiudeva dei segreti. L'interno presenta un vuoto come una stanza, e si accede attraverso una fenditura a forma di porta.

BORGO E FORNO DEI MAESTRI VASAI

Oltre al borgo dei vasai esiste una fornace risalente al 1500 dove anticamente ma anche attualmente vengono cotti i vasi di terracotta.

Dove Mangiare e Dormire

“Al Pub - Pizzeria Ciccio sul Fiume potrai degustare panini e pizza oltre che al servizio bar.
Pub - Pizzeria
Ciccio sul fiume
Al Bar Infinito potrai usufruire oltre al servizio bar anche al servizio pizzeria. Potrai degustare un'ottima pizza al taglio e in pala.
Bar - Pizzeria Infinito
Al Bar centrale potrai usufruire del servizio bar e fare degli aperitivi.
Bar centrale

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IL CAMMINO DEL BRIGANTE

Percorso multiplo, costituito da due itinerari circolari e uno lineare, su strada sterrata per la maggior parte del cammino ed impegnativo a causa di dislivelli e pendenze significativi soprattutto nei trami B e C. I sentieri hanno come scenario gli altipiani tra Colaiello e Castania, il bosco Morano ricco di lecci e castagni un tempo animato dalla attività di numerosi carbonai e famoso per aver dato rifugio al brigante Musolino e per la presenza della Pietra delle Armi.
Percorso A: ANELLO PIETRA delle ARMI
Percorso B: ANELLO CASERMETTA CASTANIA
Percorso C: A/R VIVAIO ARIOLA

ALLA SCOPERTA DEL BORGO DEI VASAI

Si estende per una buona parte del paese questo luogo dove sarà possibile visitare antiche botteghe dei maestri vasai

CAMMINO VERSO IL PONTE "PIER PAOLO PASOLINI"

Un ponte, che proprio Pier Paolo Pasolini contribuì a costruire, spedendo 50 mila lire, che non erano poche. E ponte fu. Dopo, non dimenticò Ariola. E intrattenne una fitta corrispondenza con una famiglia del luogo. Peccato che l’emigrazione abbia disperso, assieme agli uomini, quelle lettere. Quel ponte oggi è intitolato proprio al suo benefattore, Pier Paolo Pasolini ed è possibile visitarlo.

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