In breve
Qui nel 1880 l’archeologo François Lenormant segnalava che “si fabbricano dei vasi usuali in maiolica, rivestiti di una patina stagnifera bianca, sulla quale si disegnano degli ornamenti a fuoco di diversi colori, rosso, turchino, verde, giallo”. Questo piccolo borgo del Vibonese – accanto a Seminara – è tra i più longevi centri di produzione di ceramiche ed è riuscito a mantenere, di generazione in generazione, l’arte dei vasai preservando anche le antiche fornaci a legna. Fino a qualche decennio fa i vasai erano classificati in “janchi” (bianchi) e “russi” (rossi), una distinzione generata dal differente colore assunto dopo la cottura dalle diverse argille impiegate.


