Caulonia

Caulonia è il terzo comune per estensione più grande della provincia. Il nome odierno deriva dall’antica città magnogreca di Kaulon.

In breve

Situata a metà tra la valle dello Stilaro e l’acqua cristallina del Mar Ionio, Caulonia è il terzo comune per estensione più grande della provincia. Il nome odierno deriva dall’antica città magnogreca di Kaulon. Si credeva, infatti, che il sito archeologico della città fosse qui, nonostante più tardi sia stato localizzato a Monasterace Marina, anche se molti reperti continuano ad essere rinvenuti in tutto il territorio circostante. Nota per la bellezza del suo mare è la frazione di Marina di Caulonia (o Caulonia Marina), sviluppatasi in seguito all’alluvione del 1951

Storia

Il primo documento in cui viene menzionata Caulonia, o meglio Castelvetere (il suo nome antico), risale al 1087 e attestava la presenza di tre chiese: San Nicola, San Giovanni e Santa Maria. Dopo una serie di passaggi di proprietà in epoca medievale, il feudo di Castelvetere arrivò in mano alla famiglia Carafa, che lo governò dal 1479 al 1806. Nel 1750 la popolazione si coalizzò contro i Carafa, ribellandosi ai loro soprusi, testimoniati dagli atti notarili del tempo. Il 1945 segna il momento di moto indipendentista del paese. Sotto la guida di un insegnante iscritto al Partito Comunista viene fondata la Repubblica Rossa di Caulonia, in segno di protesta alle ingiustizie perpetrate dai proprietari terrieri. Seppur di brevissima durata (solo cinque giorni) l’evento è una grande testimonianza del forte carattere della popolazione.

Come Arrivare

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Cosa Vedere

Luoghi da visitare

CHIESA DELL'IMMACOLATA

Anticamente dedicata alla Natività (o Misericordia) la Chiesa della Immacolata è stata consacrata nel 1908 dal Vescovo Del Rio. Nella chiesa ha sede l'arciconfraternita omonima e delle Anime del Purgatorio. L'interno di questa chiesa, pur essendo di stile barocco, risulta sobrio ed elegante e conserva la famosa statua lignea del XVII secolo di Cristo alla colonna. Si possono ammirare anche due altari laterali, in marmi misti policromi e scolpiti a mano, datati 1779, una balaustra, abbellita da pilastrini laterali con un motivo di volute scolpite e traforate ed un organo a cassa indipendente del 1771.

CHIESA MATRICE

Si pensa che la chiesa sia stata costruita su una più antica e nel corso dei secoli abbia subito rimaneggiamenti nel 1637 e dopo il terremoto del 1783. La facciata si presenta tripartita con la torre campanaria addossata e l’insieme costituisce un esempio di architettura spontanea, mentre le cupole coperte da tegole sono tipiche delle costruzioni sacre calabresi del ‘600 e ‘700, ispirate a modelli bizantini. Il portale principale è realizzato in granito locale ed è sormontato dallo stemma dei Carafa in marmo bianco di Carrara. L’interno è a tre navate, divise da sei pilastri, con tetto a capriate. Sul fondo si trova il monumento funerario di Giacomo Carafa, primo barone del casato di Castelvetere.

CHIESA S. ROSARIO

La chiesa del SS. Rosario sorge nel cuore di Caulonia, arroccata su un’altura dove anticamente si trovava un convento domenicano, distrutto dal sisma del 1783, dove trovò ospitalità il filosofo Tommaso Campanella. L’edificio è stato costruito in stile barocco ed è ornato da particolari cornici lavorate e colonne imponenti.

PALAZZP ASCIUTTI HYERACI

Palazzo oggi Asciutti-Hyeraci si caratterizza per la facciata ottocentesca con intonaco rosato e i balconcini con mensole poco sporgenti decorati con bizzarri stucchi rilievi: sirene, minotauri, soldati dal tipico gusto picaresco delle dimore signorili locali del XVIII e XIX secolo.

CASTELLO

Del castello non si conosce il fondatore. Costruito in stile normanno, fu successivamente abitato dalla famiglia Carafa fino al trasferimento a Napoli dell'ultimo marchese. Il terremoto del 1783 lo ridusse in pessime condizioni. Il castello era dotato di fossi, ponte, cortine e baluardi, piazza d'armi e ritirata, aveva dei cortili e retrocortili spaziosi, una chiesa, moltissime stanze e dei grandi magazzini.

PICCOLO EREMO DELLE QUERCE

L’eremo, immerso nella natura, ospita una piccola comunità monastica basiliana chiamata “Le Sorelle di Gesù”, che vivono seguendo i pilastri del loro ordine nella contrada Crochi. Il piccolo eremo è conosciuto perchè è un vero e proprio laboratorio artistico che porta avanti la millenaria tradizione dell’iconografia. Il laboratorio è aperto alle visite di chiunque sia interessato ad osservare da vicino le varie fasi della scrittura dell’Icona e ad ammirare la bellezza delle opere esposte.

Dove Mangiare e Dormire

Casa Livara
Trattoria La Macina

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