Sant’Agata del Bianco

Negli ultimi anni, Sant’Agata è rinata grazie alla valorizzazione dell’arte in ogni sua forma, dalla musica ai murales

In breve

Sant'Agata del Bianco è un borgo pittoresco che si trova su una collina a 450 mt s.l.m. e a 10 chilometri dal mare e domina un panorama che va da Capo Spartivento a Punta Stilo. Negli ultimi anni, Sant’Agata è rinata grazie alla valorizzazione dell’arte in ogni sua forma, dalla musica ai murales. Impossibile non ricordare Saverio Strati, nativo di Sant’Agata e vincitore del Premio Campiello, che ha fatto conoscere il suo paese oltre i confini regionali.

Storia

La storia di Sant’Agata del Bianco è strettamente legata a quella del vicino paese di Precacore (odierna Samo). Le prime notizie su Sant’Agata, come casale di Precacore, risalgono al XV secolo. I primi feudatari di Sant’Agata furono i Ruffo. La Baronia di Bianco, di cui Sant’Agata faceva parte, passò a Tommaso Caracciolo il Rosso, e in seguito ad Andrea De Pol. Infine, nel 1496 il feudo venne acquistato dal nobile messinese Tommaso Marullo e lo mantenne fino alla fine del XVI secolo; gli ultimi feudatari furono i De Franco, che acquistarono il paese nel 1743 e vi esercitarono la loro podestà feudale fino all’eversione della feudalità nel 1806. Il terremoto del 1783 provocò gravi danni al territorio, alle case del paese e alla chiesa matrice. Nel 1807 Sant’Agata divenne un municipio autonomo e fu compresa nel circondario di Bianco. Dagli anni Cinquanta agli anni Settanta la storia di Sant’Agata è narrata in modo magistrale nelle opere dello scrittore Saverio Strati, nativo del paese e vincitore del Premio Campiello nel 1977.

Come Arrivare

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Cosa Vedere

Luoghi da visitare

CHIESA DI S. AGATA

La chiesa originaria fu fondata nel XV secolo e fu gravemente danneggiata dai terremoti del 1783, 1907 e 1908. L'attuale struttura, che si trova in piazza del Popolo, risale agli anni Cinquanta del XX secolo. La facciata principale ha una copertura a capanna e navate laterali ribassate e si accede al sagrato tramite una piccola scalinata. Il portone principale è sovrastato da un finestrone a vetri colorati. L'interno è molto sobrio ed è suddiviso in tre navate. Caratteristica è la parete dell'abside in parte rivestita con pietre squadrate a vista e mattoncini.

CASA DI SAVERIO STRATI

La Casa-Museo di Saverio Strati conserva ancora molti oggetti appartenuti allo scrittore: al suo interno si potranno ammirare pannelli fotografici, locandine, giornali che vanno a ricostruire tutta la sua storia e la sua carriera. Il piano superiore, poi, è stato trasformato in un alloggio per chiunque voglia pernottare a Sant’Agata immergendosi nell’atmosfera “stratiana”.

MUSEO DELLE COSE PERDUTE

La piccola casetta in pietra nasconde al suo interno una serie infinita di oggetti raccolti dall’artista Antonio Scarfone. Le cose perdute hanno diversa provenienza, epoca e categoria e molte di queste avevano in origine una funzione ormai dimenticata e perduta nel tempo. Il “disordine” del museo, assolutamente voluto e privo di qualsivoglia forma di catalogazione invita il visitatore a immergersi in un posto in cui il tempo si è fermato e dare il via ad una vera e propria ricerca personale che di certo stuzzicherà immaginazione e creatività.

Dove Mangiare e Dormire

Casa di Saverio Strati

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