Mammola

Il borgo di Mammola ha mantenuto il suo impianto medievale fatto di viuzze che conducono in pittoresche piazzette, case umili e palazzi nobiliari.

In breve

Arroccato a metà tra l’Aspromonte e la catena montuosa delle Serre, Mammola è un borgo di 2494 abitanti che conserva buona parte dell’eredità dei monaci basiliani che si rifugiarono qui per sfuggire alle persecuzioni di Costantinopoli. Il borgo di Mammola ha mantenuto il suo impianto medievale fatto di viuzze che conducono in pittoresche piazzette, case umili e palazzi nobiliari.

Storia

La storia di Mammola inizia intorno al IV-V secolo a.C., quando sorse un insediamento sulle rovine della vecchia Malèa, colonia locrese che compare anche negli scritti dello storico ateniese Tucidide. L’abitato conobbe un ulteriore sviluppo nel X secolo d.C., quando le popolazioni vi si stabilirono permanentemente per sfuggire alle incursioni saracene. Importantissima l’eredità lasciata dai monaci, che nei monasteri si dedicavano alla miniatura, al mosaico, all’innografia, allo studio degli antichi testi e delle scienze. Con l’avvento del feudalesimo, Mammola passò in mano a varie famiglie  come i Ruffo, i Caracciolo di Gerace, i Carafa e i de Gregorio, ultimi feudatari fino al 1806.

Come Arrivare

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Cosa Vedere

Luoghi da visitare

GRANGIA DI SAN BIAGIO

La struttura è stata fondata intorno al X secolo tra il fiume Chiaro e il Torbido. Il terremoto del 1783 ha danneggiato la Grangia, tanto da rendere necessario lo spostamento delle reliquie di San Nicodemo nella Chiesa Matrice, dove si trovano ancora oggi. Il convento ospitò intellettuali illustri come Barlaam di Seminara, divenuto poi maestro del Petrarca e Apollinare Agresta, nativo di Mammola e Abate Generale dei Basiliani. Nella chiesa dell’Abbazia, a navata unica, è possibile ammirare un altare ad intarsi marmorei e una tela raffigurante il Santo con l’abito Basiliano. Nella cappella di sinistra è conservato un prezioso dipinto dell’Annunciazione, mentre l’acquasantiera è attribuita alla famiglia degli scultori Gagini.

CHIESA MATRICE

L’edificio originario era di chiaro stampo bizantino-normanno, con pianta a croce latina deformata. La chiesa nel XVI secolo è stata riedificata in stile rinascimentale a tre navate. L’interno ospita la Cappella di San Nicodemo, patrono di Mammola, le cui reliquie sono conservate in un’urna di bronzo.

CHIESA DEL CARMINE

La chiesa del Carmine si trova in Piazza Umberto I e sorge di fronte all’antico palazzo feudale. L’edificio è stato costruito nel 1590 ad un’unica navata. All’interno si conservano un armonioso e massiccio gruppo ligneo della Madonna del Carmine, una statua di legno di Sant’Antonio di Padova di autore ignoto, una statua in cartapesta di Santa Lucia, opera giovanile di Rodolfo del Pozzo, ed una statua del Sacro Cuore.

CHIESA DELL'ANNUNZIATA

L’edificio settecentesco, più volte danneggiato dai terremoti, fu sempre ricostruito mantenendo l’originale stile barocco. La facciata si presenta elegante e sobria, mentre l’interno, a navata unica, conserva la statua dell’Annunciazione, quella di San Cosimo e Damiano e quella di Santa Rita. L’altare in marmo intarsiato è sovrastato da un magnifico dipinto del Valerioti e da una tela del Mazzola.

CHIESA S. FILIPPO NERI

Chiesa risalente al 1621, ha un’unica piccola navata e una struttura semplice. All’interno del tempio sono conservate le statue di San Filippo Neri e di San Sebastiano, mentre le pareti interne sono decorate da tre pregevoli opere in olio su tela di cui uno attribuito alla scuola del Caravaggio.

SANTUARIO DI S. NICODEMO

Il Santuario sorge nel luogo in cui l’abate basiliano San Nicodemo ha vissuto fino alla morte avvenuta nel 990. Conosciuto come Monastero del Kellerana, era abitato da monaci di rito greco-ortodosso ed era meta di pellegrinaggio di fedeli richiamati dalla fama dei miracoli di san Nicodemo. Nel 1501, le reliquie del Santo furono traslocate alla Grancia Basiliana di San Biagio e successivamente, in seguito al terremoto, furono trasferite alla Chiesa Matrice, dove sono conservate anche oggi nella Cappella di San Nicodemo.

MUSABA

Il Museo Santa Barbara è stato fondato nel 1969 dagli artisti Nik Spatari e Hiske Maas, che scelsero Mammola come luogo di sviluppo di un progetto che ha come centro la Grangia di Santa Barbara, punto di accesso al territorio protetto del Parco Nazionale d’Aspromonte. Il MUSABA è un parco-museo all’aria aperta, un vero e proprio laboratorio caratterizzato da un’elevata interattività. Obiettivo del MUSABA è realizzare iniziative culturali per la promozione del patrimonio architettonico e ambientale calabrese. MUSABA, oltre alle opere realizzate dallo stesso Spatari, espone circa quaranta opere di artisti contemporanei internazionali immerse nella natura del parco e presso i ruderi del monastero certosino.

Dove Mangiare e Dormire

La taverna del Borgo
La bottega dei sapori
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SENTIERO DEI GRECI

In antichità, il sentiero era utilizzato dai locresi della Magna Grecia come via di comunicazione verso il Tirreno. Il sentiero, ripido ma estremamente panoramico, oggi è percorso da devoti di San Nicodemo che si recano a piedi sul Monte Kellerana. L'antico sentiero è segnalato dal CAI con il numero 212.

CASCATA DEL SALINO

Si risale il torrente camminando sul bordo dell'alveo o in mezzo all'acqua. Dopo l'ultima ansa appare la cascata, che scorre tra gole di roccia e precipita con due salti dall'alto. Il torrente “Salino”, affluente del fiume Torbido, nasce dal monte Limina nel cuore del Parco nazionale dell'Aspromonte.

MONTE SANT'ELIA

Per raggiungere la cima(746 m), si attraversa il Fiume Torbido e si segue la pista di Coraca-Castania, immersa tra uliveti e castagneti secolari. Arrivati in contrada Cerasara, con una pista e poi un sentiero si arriva in cima al Monte, dove si avrà una veduta panoramica dell’Aspromonte e delle Serre.

MONTE SEDUTO

Il percorso sterrato attraversa faggeti e pinete passa dal laghetto Marzanello e il Monte Cresta fino a raggiungere la vetta più alta del Comune, Monte Seduto (mt. 1143). Il sentiero, anticamente, era una mulattiera di collegamento con Serra San Bruno e Pizzo. Proprio dalla cittadina tirrenica arrivavano le navi che importavano il merluzzo secco (lo “stocco”), oggi diventato il piatto per eccellenza di Mammola.

MONTE SCIFO E BORGO CHIUSA

Dalla rotonda della Chiusa si prosegue a piedi verso il Borgo Chiusa e si imbocca la pista Tripitita che arriva alla frazione di Aspalmo. Lungo la strada alcuni sentieri portano sul Monte Scifo, che offre un ampio panorama sulla costa jonica reggina.

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