La cultura del vino in Calabria è frutto dell’importazione orientale, di cui ancora si conservano le tradizioni e le strutture. Proprio a questo proposito, a Ferruzzano sono stati individuati circa 160 palmenti, ovvero delle grandi vasche scavate nella roccia che venivano impiegate nel processo di vinificazione. Il nome pare derivi dal latino palmes “pigiare, sbattere”, che si trova con frequenza nei documenti. Il palmento tipico era formato da due vasche, quella superiore (buttìscu), dove si versava l’uva per pigiarla e quella inferiore (pinàci), comunicanti attraverso un foro. Su qualche palmento è incisa una croce di origine bizantina. Non è da escludere che le croci siano state incise dai Bizantini su palmenti precedentemente scavati da altri, e che i Bizantini decisero di utilizzare per la loro redditizia attività vitivinicola, come attestano i resti di anfore vinarie magnogreche, presenti sulle coste del mediterraneo fino a tutto il periodo della dominazione bizantina in Calabria.