Ferruzzano

Ferruzzano è un comune del versante ionico della Calabria, che si trova a 470 metri di altezza. Sulle origini del nome ci sono varie ipotesi: una delle più popolari è che derivi da “ferru nzanu”, che in dialetto vorrebbe dire ferro robusto, che non si rompe

In breve

Ferruzzano è un comune del versante ionico della Calabria, che si trova a 470 metri di altezza. Sulle origini del nome ci sono varie ipotesi: una delle più popolari è che derivi da “ferru nzanu”, che in dialetto vorrebbe dire ferro robusto, che non si rompe. Probabilmente è indice della posizione del paese, che si erge su una collina difficilmente accessibile, soprattutto all’epoca delle incursioni.

Storia

La storia di Ferruzzano segue in modo abbastanza fedele quella dei paesi limitrofi. Non è escluso che i primi insediamenti sulla costa risalgano anche a un millennio prima di Cristo, ma con le incursioni saracene, tutta la popolazione fu costretta a spostarsi verso l’interno. Le prime notizie certe sul borgo antico risalgono al 1400. Anche Ferruzzano passò in mano a molte famiglie feudatarie: i Marullo di Condojanni, i Canotto, gli Staiti e i Carafa che lo controllarono fino al 1806, anno in cui terminò la feudalità. Il 23 ottobre del 1907 la quotidianità del borgo fu distrutta da un violento sisma (quasi 6 punti della scala Richter) che costrinse gli abitanti a rifugiarsi in quello che oggi è la località Saccuti (chiamata anche “Baracche”). Oggi la popolazione si trova quasi tutta nella cosiddetta Marina.

Come Arrivare

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Cosa Vedere

Luoghi da visitare

BOSCO DI RUDINA

Situato sulle colline del reggino, a quote comprese tra i 200 e i 400 m s.l.m., il bosco è poco distante dall’ abitato di Ferruzzano. Nonostante rientri nel comune di Ferruzzano, il territorio del bosco interessa anche Caraffa del Bianco e Sant’Agata del Bianco. Il Bosco di Rùdina è di notevole importanza dal punto di vista naturalistico, soprattutto per la vegetazione variegata, nel complesso ben conservata. Per salvaguardare questo particolare biotopo il bosco è stato designato come Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) nell’ambito del progetto Bioitaly.

RUDERI CHIESA S. MARIA DEGLI ARMENI

La chiesetta si trova nel bosco di Rùdina ed è in stile siriaco-armeno. Il popolo armeno rappresenta un’altra delle grandi influenze che hanno dato forma alla variegata cultura calabrese. La chiesa presenta un tetto simile a una pagoda. Si ipotizza una continuità con un altro elemento, probabilmente una cupola.

PALMENTI

La cultura del vino in Calabria è frutto dell’importazione orientale, di cui ancora si conservano le tradizioni e le strutture. Proprio a questo proposito, a Ferruzzano sono stati individuati circa 160 palmenti, ovvero delle grandi vasche scavate nella roccia che venivano impiegate nel processo di vinificazione. Il nome pare derivi dal latino palmes “pigiare, sbattere”, che si trova con frequenza nei documenti. Il palmento tipico era formato da due vasche, quella superiore (buttìscu), dove si versava l’uva per pigiarla e quella inferiore (pinàci), comunicanti attraverso un foro. Su qualche palmento è incisa una croce di origine bizantina. Non è da escludere che le croci siano state incise dai Bizantini su palmenti precedentemente scavati da altri, e che i Bizantini decisero di utilizzare per la loro redditizia attività vitivinicola, come attestano i resti di anfore vinarie magnogreche, presenti sulle coste del mediterraneo fino a tutto il periodo della dominazione bizantina in Calabria.

CHIESA S. GIUSEPPE

Sorto il paese verso il 1600, la chiesa fu costruita poco dopo. L’edificio originario venne distrutto dal terremoto del 1907. La chiesa-baracca messa in piedi in modo provvisorio, dono di San Pio X, fu demolita e ricostruita. La chiesa di San Giuseppe oggi è un edificio a navata unica, gli interni sono molto essenziali e il tetto presenta parti in legno.

CHIESA DELLA CATENA

Alla costruzione di questa chiesa è legata una leggenda tramandata fino ai giorni nostri. Si dice che dei marinai di Bruzzano e Ferruzzano abbiano trovato sulla spiaggia una statua in alabastro, raffigurante la Madonna col bambino e ai piedi un moretto incatenato (e da qui il nome Madonna della Catena). Caricata su un carro tirato da buoi, i marinai seguiti dal popolo iniziarono a trasportare la statua. Al confine tra i due paesi gli animali non vollero proseguire oltre e questo venne interpretato come un segnale da parte della Vergine, che voleva che il Santuario sorgesse proprio in quel punto. Nel 1583 l'esercizio del culto fu trasferito nella chiesa rurale di S. Maria del Piltro, che nel 1753 venne riedificata in paese col nome di S. Maria della Catena. Il terremoto del 1783 le distrusse entrambe ma il culto continuò in una baracca costruita dai fedeli, finchè non fu ricostruita dal Marchese Fuscaldo.

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BORGO ANTICO DI FERRUZZANO

Il paese antico è stato quasi interamente abbandonato, a eccezione di qualche anziano che ancora ci vive. A Ferruzzano vecchia è possibile fare un vero e proprio salto nel passato in un posto in cui il tempo si è cristallizzato. Le case sembrano essere state abbandonate in fretta e furia, tanto che è possibile osservare ancora parte di mobilio e suppellettili. Mentre si passeggia nel silenzio non è raro immaginare come questo paese un tempo fosse vivo e brulicasse di gente. Le rupi su cui poggia il vecchio abitato offrono vedute e affacci vertiginosi, ma al tempo stesso mozzafiato, che si perdono nell’orizzonte del Mar Jonio.

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