Pazzano

Pazzano, con i suoi 498 abitanti, è il comune più piccolo della Vallata dello Stilaro, arroccato tra il Monte Mammicomito e il Monte Consolino.

In breve

Pazzano, con i suoi 498 abitanti, è il comune più piccolo della Vallata dello Stilaro, arroccato tra il Monte Mammicomito e il Monte Consolino. Sulle origini del nome esistono varie ipotesi, nonostante sia riportato per la prima volta in un documento del Settecento.

Storia

Le origini di Pazzano risalgono all’epoca dei Romani che qui avevano istituito una vera e propria colonia penale, in cui mandare i condannati ai lavori forzati nelle miniere, in cui abbondavano pirite e limonite. Sotto il dominio dei Borboni, Pazzano diventò il principale centro minerario di estrazione del ferro di tutto il Mezzogiorno. Nel 1811 Pazzano divenne comune autonomo. L’attività estrattiva continuò fino al 1900, finché i Savoia si rivolsero a fonti più convenienti. Nel secondo dopoguerra la Società Breda tentò di riprendere l’attività estrattiva, ma con poco successo, in seguito alla nascita della CECA.

 

Come Arrivare

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Cosa Vedere

Luoghi da visitare

CHIESA S. MARIA ASSUNTA IN CIELO

Costruita dopo il terremoto del 1783, è stata consacrata nel 1914. La chiesa ospita 5 pregevoli statue lignee dello scultore serrese Vincenzo Scrivo e il gruppo scultoreo di inizio ‘900 della Madonna e di San Giuseppe, della scuola di cartapesta leccese del maestro Luigi Guacci. Sono presenti anche una tela del XIX secolo del Frangipane e 4 tele di inizio XX secolo raffiguranti gli Evangelisti.

SANTUARIO S. MARIA DELLA STELLA

Situato alle pendici dell’omonimo Monte Stella e raggiungibile dopo un percorso di 62 scalini scavati nella pietra, è un luogo di culto creato all'interno di una grotta. La Vergine Santissima della Stella è rappresentata da una statua in marmo del 1562, che è stata posta in sostituzione dell’icona del culto ortodosso. All’ingresso della grotta si osserva un affresco tardo bizantino e all’interno una giara in cui gocciola, senza mai fuoriuscire, l'acqua che sgorga dalla roccia. La prima fonte che attesta l’esistenza del luogo è il Codice greco 598 di Parigi. Ogni anno il 15 agosto si svolge un pellegrinaggio alla grotta che parte dalla “Fontana vecchia” del comune di Pazzano. Al Santuario è è legata una particolare leggenda: si dice che la nave su cui era stata caricata la statua della Madonna interruppe la navigazione in modo imprevisto nei pressi di Monasterace e in quel momento dalla nave si irradiò un fascio di luce in direzione della grotta che fu subito notato da alcune persone del luogo, le quali videro anche la Madonna muoversi verso il luogo di culto trasportata da un bue. L’arrivo della Vergine generò la fuoriuscita di acqua dalla grotta, che venne raccolta in due giare che, tuttavia, sembravano non riempirsi mai.

CAPPELLA S. SALVATORE

Durante un lavoro di riqualificazione ambientale è stata scoperta, sotto al suolo della Cappella dei minatori, un'altra chiesa di origine bizantina precedente anche alla famosa Cattolica di Stilo. Un atto del 1115 ha rivelato che il nome della chiesa è Agios Salbavr ovvero Chiesa del Divino Salvatore, aperta al culto nel 1325. La cupola della chiesa è stata scoperta casualmente durante dei lavori. Nel 2006 delle analisi hanno rivelato le difficoltà di recupero della chiesa, che sorge su un altro luogo di culto, cioè l’attuale chiesa del S. Salvatore. A marzo del 2017 sono cominciati i lavori di recupero della Cella tricora, l'attuale cappella del San Salvatore è stata demolita e sono cominciati i primi scavi.

GROTTA MADONNA DELLA CARCAREDA

La grotta si trova in località "Carcareda", chiamata così per la presenza di una piccola cava di calcare. La grotta è scavata in un banco di arenaria e al suo interno si trova un affresco della Madonna del Carmelo con in braccio Gesù Bambino, nota tra i fedeli come "A Madonna da Carcareda".

FONTANA DEI MINATORI

Si può considerare il simbolo di Pazzano. La fontana a sei bocche risale al XVIII secolo e serviva per dissetare minatori e contadini del paese al ritorno dal lavoro. come Fontana per dissetare i minatori che tornavano dal lavoro, utilizzata dai contadini. Dalla fontana parte il percorso che ogni 15 agosto conduce i pellegrini al Santuario di Monte Stella.

RESTI DELLE FERRIERE

Noto come il maggior centro d’estrazione mineraria del Sud, a Pazzano vi erano ben 25 miniere di ferro. Alcune di queste sono curate dal Comune in collaborazione con l'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria per il loro valore nell'archeologia industriale calabrese.

MULINO IDRAULICO VRISI

Nel bacino dello Stilaro si conservano ancora i resti di oltre 10 mulini, su circa 30 attivi in quell’area intorno all’anno 1000 d.C. Questi sono una chiara testimonianza di come, oltre a una civiltà mineraria e metallurgica, vi era anche un’importante attività agricola. Nella vallata dello Stilaro, come in tutti i territori caratterizzati da corsi d’acqua a carattere torrentizio, si trovano esclusivamente mulini a ruota orizzontale, unico sistema che poteva garantire la molitura dei cereali con la poca acqua a disposizione. I monaci Cistercensi si distinsero particolarmente nella diffusione dei mulini idraulici.

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